Storia della manifestazione

Il Gioco del Ponte di Pisa è una manifestazione rievocativa storico-guerresca che affonda le sue origini nella storia medievale pisana.  La rievocazione della “battaglia” ha luogo tutti gli anni, l’ultimo sabato di Giugno, sul Ponte più significativo per la città, il Ponte di Mezzo, sul quale è installato un carrello dove si scontrano le due squadre: quella di Mezzogiorno e quella di Tramontana.

Rievocazione storica del Gioco del Ponte sul Ponte di Mezzo di Pisa.

Riguardo alle fonti storiche antiche di questo  Gioco sono state avanzate molte ipotesi erudite, basate su leggende riconducibili all’origine della città. Secondo alcuni illustri studiosi sarebbero stati i greci, i probabili fondatori di Pisa, che avrebbero incominciato a celebrare questa sorta di gioco in riproduzione di quelli che erano soliti praticare in Madrepatria.

Secondo altri studiosi, invece, le origini del Gioco del Ponte affondano le loro radici nella storia romana, in momenti di festa, voluti in particolare dagli Imperatori Nerone (37-68 dc) e Adriano (117-138 dc).

E’ stata anche avanzata un’ipotesi che aveva come tematica principale un episodio successo a Pisa nel 1005, quando la città fu assalita dai saraceni guidati dal re Musetto e fu salvata grazie all’allarme dato da una giovane donna, di nome Chinsica.

A Pisa, In via San Martino, all’altezza del civico 21 presso Casa Tizzoni è collocata una statua romana dedicata a Kinzica de Sismondi.

L’interpretazione storica più seguita attualmente è quella medievale del XII, che ritiene che il Gioco sia stato istituito per finalità politiche dai governanti della Repubblica pisana con l’intento di tenere allenati i giovani alle arti militari.

Da questo punto in poi la storia del Gioco del Ponte si avvia ad una lunga fase storica che lo vedrà protagonista per ben otto secoli.

Durante il Medioevo molti studiosi, attraverso l’analisi di un poemetto anonimo del XV secolo, Il Giocho del Massa-Schudo, hanno trovato molti punti in comune tra il Gioco del Ponte e un gioco che si teneva a Pisa nel periodo che andava da Natale a Carnevale denominato “Mazzascudo”, che si svolgeva nell’antica Piazza degli Anziani, oggi la celeberrima Piazza dei Cavalieri, sede della Scuola Normale di Pisa.

Questa tradizione medioevale si interruppe nell’anno 1406, che segnò la perdita della libertà per la Repubblica Pisana e l’inizio della dominazione fiorentina.

Rievocazione storica del Gioco del Mazzascudo in Piazza dei Cavalieri a Pisa.

Ma è nel 1500 che il Gioco del Ponte sotto la veste che tutt’oggi è rievocata, con le nuove caratteristiche strategiche ed organizzative, come finta battaglia armata da disputarsi sul Ponte di Mezzo. Il Gioco del Ponte assume, dunque, il simbolo di una manifestazione militare, nel quale è mostrato a tutti i cittadini il potere e lo splendore dei Medici; singolare fu il gioco disputato  nel 1568 per celebrare il battesimo di Eleonora dei Medici. Abbiamo anche la testimonianza del Gioco del 1589 in onore del viaggio di Cristina di Lorena che era diretta a Firenze per raggiungere il futuro marito, il Granduca Ferdinando.

Oplomachia pisana di Camillo Ranier Borghi, 1713

Nel 1600 che il Gioco del Ponte vive il suo massimo splendore.
Nel 1713 inizia la storiografia vera e propria  del Gioco del Ponte con “l’Oplomachia” scritta da Camillo Ranier Borghi che descrive attraverso una serie di “Quesiti” i molteplici aspetti di questa manifestazione.
Nel secolo successivo, con l’avvento di Napoleone, ci furono grandi trasformazioni in Europa e nel nostro paese e dopo la pace di Luneville del 1801 il Granducato di toscana fu tolto ai Lorena e dato ai Borbone, con il nome di Regno d’Etruria. 
In questa movimentata situazione avvenne la rievocazione del Gioco nel 1807 in onore di Maria Luisa. A causa della sua scomparsa prematura, per l’avversione del Granduca Ferdinando III di Lorenza e dei moti risorgimentali il Gioco del Ponte fu prima dimenticato e poi accantonato.
Nel 1900 ci fu un’edizione negli anni immediatamente precedenti all’ultimo conflitto mondiale. 
In quegli anni fu incaricato un noto artista pisano, Fortunato Belonzi, che ridisegnò i costumi della sfilata storica del Gioco, rivolgendo la sua attenzione alla moda spagnola di fine ‘500 ed inizio ‘600. La manifestazione fu inserita all’interno del ricco calendario delle manifestazioni del Giugno pisano.
Gli anni della ripresa del Gioco del Ponte in seguito alla seconda Guerra mondiale segnano una svolta decisiva nella svolta della manifestazione, perché viene a cessare lo scontro frontale corpo a corpo e le due parti vengono a contesa tramite un congegno meccanico: il carrello.

Vista aerea del carrello del Gioco del Ponte installato sul Ponte di Mezzo, Pisa

Nel 1947 ci fu la prima sfilata del corteo storico con 700 figuranti e lo scontro sul carrello nel centro dell’Arena Garibaldi, dato che il Ponte di Mezzo era stato distrutto dal bombardamento. 
Si giunse così al 1950, anno della costruzione del nuovo Ponte di Mezzo su una solo arcata e si decise che questo sarebbe diventato il nuovo “campo”della battaglia.

Dal 1952 al 1963 il Gioco tornò a vivere. Tra gli eventi di particolare importanza cvi fu quello del 1960, anno nel quale il Gioco si svolse a Roma, in occasione della chiusura delle Olimpiadi. 
Dopo l’edizione in notturna del 1963 il Gioco del Ponte entrò in un lungo letargo, per ben diciannove anni, per vari problemi di ordine organizzativo, logistico e politico. Nel 1970, grazie ad un gruppo di amatori e appassionati, fu fondata l’Associazione Amici del Gioco del Ponte, di cui è presidente Umberto Moschini, con l’obiettivo primario di ridare vita alla manifestazione. 
Ed è da quell’anno in poi che, ogni ultimo sabato di fine giugno a Pisa, si ripete la magia della manifestazione, con il suo corteo storico, uno tra i più ricchi in Italia e la “battaglia” disputata sul Ponte di Mezzo.